Capacity Building: al via modulo Pescaturismo

GAL Pesca Trapanese, approfondimento sul pescaturismo: requisiti delle imbarcazioni ed equipaggiamenti di sicurezza per le quattro marinerie.

Prosegue con successo il piano di formazione gratuita destinato ai 160 pescatori delle marinerie di Mazara del Vallo, Marsala, Trapani e San Vito Lo Capo. A febbraio prende il via il modulo dedicato al pescaturismo, tenuto dal Dott.  Francesco Bertolino, che affronterà nel dettaglio i requisiti tecnici delle imbarcazioni e gli equipaggiamenti necessari per intraprendere questa attività.

L’imbarco di passeggeri a bordo delle navi da pesca, fino a un massimo di dodici persone, rappresenta oggi una delle più concrete opportunità di integrazione del reddito per gli imprenditori ittici: trasformare la tradizionale attività in un’esperienza turistica consente di far conoscere al pubblico l’ambiente marino e le tecniche del mestiere, valorizzando una cultura secolare.

Durante il corso, Bertolino guiderà i partecipanti attraverso gli aspetti tecnici e normativi fondamentali: dalle tipologie di imbarcazioni autorizzate, iscritte in III categoria per la pesca costiera ravvicinata fino a 20 miglia o in IV categoria per quella locale entro le 6 miglia, alle dotazioni di sicurezza obbligatorie tra mezzi antincendio, segnali di soccorso, mezzi di salvataggio, materiale sanitario e sistemi di comunicazione marittima. 

Il modulo affronterà inoltre l’iter per l’ottenimento dell’autorizzazione presso la Capitaneria di Porto, con riferimento alla normativa vigente dal D.M. 293/99 al D.Lgs. 4/2012.

Oltre alla dimensione economica, il pescaturismo è uno strumento di educazione ambientale: il pescatore diventa ambasciatore del proprio territorio, trasmette saperi antichi alle nuove generazioni e contribuisce allo sviluppo sostenibile delle comunità costiere.

Le lezioni si terranno a febbraio nelle quattro sedi: Civic Center di Mazara del Vallo, Complesso San Pietro di Marsala, Teatro Comunale di San Vito Lo Capo e Lazzaretto di Trapani.

Il modulo rientra nel Piano di Capacity Building realizzato in collaborazione con Accademia Eraclitea, ente ente di ricerca e di alta formazione dalla Regione Siciliana. Il programma  prevede 28 corsi gratuiti per 480 ore complessive, con un contributo di 260 euro per modulo ai partecipanti che raggiungono almeno l’80% di frequenza, fino a un massimo di 1.500 euro per l’intero percorso.

Certificazione spiagge: call online di coordinamento

Sei Comuni al lavoro per le prime spiagge pubbliche certificate della Sicilia: se ne è parlato in una call, condivisa con le amministrazioni pubbliche, di programmazione dei prossimi step.

Si è svolto nella mattinata di ieri il primo incontro del ciclo di appuntamenti dedicati alla realizzazione delle spiagge attrezzate nell’ambito del Piano di Azione del del GAL Pesca Trapanese. L’obiettivo è ambizioso: attivare entro la stagione balneare 2026 una rete di servizi certificati di fruizione del mare nei sei comuni coinvolti, aprendo la strada alle prime spiagge pubbliche certificate in Sicilia.

Sei comuni su dieci del GAL – tra cui Erice, Custonaci, Valderice, Paceco, Petrosino e Misiliscemi – stanno realizzando interventi mirati a migliorare la fruizione delle proprie coste: alcune spiagge attrezzate sono già in fase di realizzazione e collaudo, mentre altre stanno spingendo sulle attività di progettazione e aggiudicazione delle forniture, con l’obiettivo di essere operative ad aprile-maggio 2026.

Il Direttore G. Cappellino, aprendo la conferenza, ha sottolineato: “La semplice fornitura di attrezzature non basta. È fondamentale dotare i comuni di strumenti di gestione e certificazione per garantire servizi di qualità e duraturi nel tempo.”

La certificazione UNI 11911/2023, spiegata dagli esperti Francesco Seidita di Kepos Group e Stefano Fantini di Q-Aid, sarà il fulcro del progetto. La normativa, strettamente legata alla direttiva Bolkestein, garantirà la qualità dei servizi e permetterà ai gestori di ottenere punteggi aggiuntivi nelle future gare per le concessioni demaniali, che dal 2027 non saranno più rinnovabili automaticamente.

In questi termini la certificazione punta a definire una corretta gestione degli aspetti afferenti la sostenibilità ambientale e gestione corretta dei rifiuti, la sicurezza dei bagnanti e dei lavoratori, l’accessibilità per le persone con disabilità, nonché una efficienza gestionale e una manutenzione programmata nel tempo; il tutto per innalzare gli standard qualitativi del servizio offerto.

Nell’ambito del Piano di Capacity Building che il Gal Pesca sta attuando, sono state previste delle giornate dedicate presso ciascun comune, con una sessione tecnica mattutina, volta a verificare lo stato dell’arte dei progetti in cantiere, ed un incontro pomeridiano rivolto ai gestori dei lidi e operatori locali, al fine di diffondere le buone prassi con riferimento alla certificazione della propria struttura balneare.

Si prevede infatti, durante questi appuntamenti, di consegnare modelli di gestione propedeutici all’avvio dell’iter di certificazione.

“Vogliamo consegnare ai comuni un vero e proprio dossier operativo – ha spiegato Francesco Seidita – per consentire di partire subito con una gestione strutturata e certificabile, trasformando le spiagge pubbliche in un esempio virtuoso per tutto il territorio.”

La stagione balneare 2026 sarà dunque decisiva: entro settembre i comuni potranno ottenere la certificazione, aprendo la strada a un nuovo modello di gestione pubblica e sostenibile delle spiagge Siciliane.