Agli Stati Generali, Emilio Giacalone dell’O.P della Pesca

Piccola pesca, dall'OP di Trapani e delle Egadi una strategia di rilancio: tracciabilità digitale, "pesce povero" e formazione

Il presidente Emilio Giacalone: «Le Organizzazioni dei Produttori possono e devono essere il punto da cui ripartire». L'intervento agli Stati Generali dello Sviluppo Costiero

Tracciabilità digitale e marchi di qualità legati al territorio, diversificazione delle specie, pianificazione della produzione, sostenibilità e formazione. Sono le priorità della strategia di rilancio della piccola pesca artigianale proposta dall’Organizzazione di Produttori di Trapani e delle Isole Egadi.

Al primo posto la valorizzazione del pescato, con marchi di origine affiancati da sistemi di tracciabilità basati su codice QR o blockchain. «Questo permetterà al consumatore finale di conoscere l’origine esatta del prodotto, la barca, il metodo di pesca e la data di cattura», spiega il presidente Emilio Giacalone. Accanto, la promozione delle specie meno conosciute, il cosiddetto “pesce povero”, per ridurre la pressione sulle risorse sovrasfruttate e creare nuovi mercati, «tornando a riscoprire ciò che era il cibo della tradizione locale».

Tra gli obiettivi anche il coordinamento delle uscite in mare per evitare picchi d’offerta, l’incentivo all’uso di attrezzi selettivi e a basso impatto per ridurre il bycatch e la formazione dei pescatori su imprenditorialità, sicurezza sul lavoro e sostenibilità marina. Un percorso pensato per rendere la professione più attraente per i giovani e aprire a nuove forme di integrazione del reddito, come il pescaturismo e l’ittiturismo.

La proposta nasce da un contesto di forte crisi, che colpisce non solo la grande pesca a strascico ma in modo diretto anche la piccola pesca costiera. Giacalone indica il caro gasolio e l’aumento dei costi di gestione, la mancanza di ricambio generazionale che «sta svuotando le nostre marinerie rischiando di far disperdere i saperi dei vecchi pescatori», gli effetti del cambiamento climatico su correnti e spot di pesca e «una visione spesso miope dell’Unione Europea sui veri problemi della pesca». «Tuttavia, questo non deve spaventarci. Al contrario, deve darci la spinta per reagire», afferma. «Come OP abbiamo il dovere e l’opportunità di guidare questa trasformazione, accompagnando i nostri pescatori verso nuove opportunità di sviluppo».

Il presidente dell’OP di Trapani e delle Isole Egadi interverrà agli Stati Generali dello Sviluppo Costiero della Provincia di Trapani, promossi dal GAL della Pesca Trapanese al Lazzaretto di Trapani il 24 settembre.

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