All’Antico Lazzaretto il tavolo del GAL Pesca Trapanese. Il documento programmatico sarà presentato il 29 ottobre al Seacily di Castellammare del Golfo. Alle imprese la proposta di aderire a una sezione specializzata del Distretto Nautico del Mediterraneo.
Un documento programmatico costruito con le imprese, non calato dall’alto. È il risultato a cui punta il tavolo di comparto dedicato alla cantieristica e alla nautica da diporto che si è svolto all’Antico Lazzaretto di Trapani, promosso dal GAL Pesca Trapanese con il supporto della Sezione di Trapani della Lega Navale Italiana e del Distretto Nautico del Mediterraneo. L’incontro dà seguito all’impegno assunto il 24 settembre agli Stati Generali dello Sviluppo Costiero della Provincia di Trapani e alimenta il Terzo Pilastro della Strategia Blu Trapani 2028–2034.
«Agli Stati Generali avevamo individuato la possibilità di preparare un documento programmatico dedicato in modo specifico al terzo pilastro, la cantieristica e la nautica da diporto – ha spiegato Giampiero Cappellino, direttore del GAL Pesca Trapanese –. Oggi siamo qui per parlare con il territorio, con le imprese e con gli operatori e definire il documento che presenteremo il 29 ottobre a Castellammare del Golfo, nell’ambito del Seacily. Non una stima fatta a tavolino, ma un lavoro costruito con un metodo scientifico, l’Open Space Technology, che organizza le idee degli operatori e le trasforma in un programma».
Il GAL ha rivolto alle imprese presenti anche una proposta organizzativa. «Chiediamo di aderire a una sezione specializzata del Distretto produttivo della Nautica del Mediterraneo, già riconosciuto e operativo – ha aggiunto Cappellino –. Invece di creare nuove strutture, costruiamo un gruppo di lavoro dentro un distretto che esiste già. Da domani, se le imprese lo vorranno, il territorio potrà essere rappresentato anche nell’ambito dei distretti produttivi della Sicilia».
Il supporto scientifico e metodologico è affidato a STEP srl. «L’incontro è un momento di riflessione sullo sviluppo della nautica, con un focus sul sistema del diporto nel territorio del GAL e in tutta la provincia di Trapani – ha detto Gildo La Barbera –. L’Open Space Technology ci permette di ascoltare da vicino imprenditori e operatori, divisi su tre tavoli: investimenti infrastrutturali e aziendali, formazione e innovazione tecnologica, reti e collaborazione tra gli operatori per uno sviluppo integrato del comparto. Ci aspettiamo idee, spunti e materiale per avviare un programma di interventi sostenuto dai fondi europei, nazionali e regionali, capace di dare un contributo concreto alla nautica in provincia».
Al tavolo è intervenuto anche il presidente di Assonautica Palermo, Andrea Ciulla, che ha legato il lavoro di Trapani all’appuntamento di Castellammare del Golfo. «Riteniamo fondamentale una sinergia sui temi che determineranno il futuro dell’economia del mare, a partire dalla cantieristica e dal diporto – ha dichiarato –. Il documento che nascerà da chi affronta ogni giorno queste questioni sarà presentato al Seacily, il salone nautico in programma a Castellammare del Golfo dal 29 ottobre al 1° novembre. In quell’occasione OsserMare e Informare presenteranno, insieme al Centro Studi Tagliacarne, il focus sui numeri della filiera dell’economia del mare in Sicilia. Uniti si raggiungono più facilmente gli obiettivi: ringraziamo il GAL Pesca Trapanese per questa iniziativa e invitiamo tutti al salone, dove questi numeri saranno illustrati alle autorità».
Sul futuro della cantieristica trapanese si è soffermato Gaspare Panfalone, presidente della Riccardo Sanges & C., che ha riportato l’attenzione sul bacino di carenaggio del porto di Trapani, oggi fermo. «Questa iniziativa rientra nella valorizzazione della filiera dello shipping trapanese, che non è fatta soltanto di commercio e crocierismo, ma anche di cantieristica, pesca e attività connesse – ha affermato –. Le attività del porto devono fare rete: solo con un confronto tra tutte le sue anime il porto può crescere. Con il bacino di carenaggio Trapani ha perso un asset fondamentale. Quando era attivo, elettricisti, carpentieri e operai specializzati trapanesi erano conosciuti in tutto il Mediterraneo. Propongo un provvedimento che lo vincoli alla portualità trapanese, come prevedeva la norma che regolava il bacino precedente, e poi un lavoro comune per recuperare un patrimonio che appartiene a questa comunità e che la città non merita di perdere».
Circa centodieci gli operatori invitati, suddivisi tra cantieristica, servizi nautici – dalla gestione dei marina al refitting – e il mondo della formazione e della ricerca, con il CNR, l’Università di Palermo e il Polo territoriale di Trapani, gli istituti tecnici nautici di Trapani e Mazara del Vallo ed enti di formazione del territorio.
Dal confronto è emersa con forza la questione dell’escavazione dei fondali. Gli operatori hanno segnalato richieste di imbarcazioni con pescaggi tra 3,90 e 4,10 metri che oggi non possono essere accolte, pur in presenza di banchine e servizi a terra pronti: una perdita che ricade sull’intero indotto, dalla ristorazione al commercio nautico, e che riguarda un segmento di mercato ad alta capacità di spesa.
Tra i temi da portare ai tavoli politico-legislativi, la gestione delle concessioni demaniali e il governo dei porti, da Trapani a Mazara del Vallo fino a Bonagia, dove cantieri e strutture per il diporto convivono all’interno degli stessi scali. Il GAL lavorerà a un coordinamento con l’Autorità di Sistema Portuale, la Regione e gli altri porti della provincia nell’ambito del Primo Pilastro della Strategia, dedicato alla portualità, che sarà oggetto di un prossimo incontro specifico.
Il lavoro prosegue con un questionario:
https://form.jotform.com/262854310098055
accessibile tramite QR code e inviato via mail ai partecipanti, che raccoglie indicazioni sugli investimenti pubblici ritenuti prioritari, sugli investimenti privati già in programma e su ulteriori proposte. Gli esiti di oggi condivisi in plenaria, confluiranno nel documento programmatico del comparto.
Il GAL Pesca Trapanese, che ha ormai una struttura stabile sui temi della Blue Economy, punta a fare dell’Antico Lazzaretto un luogo di servizi per il sistema della nautica trapanese, a partire dalla pesca, e a portare la costa trapanese all’interno della programmazione regionale attraverso il Distretto.


















